1915-18 Sull'aspre cime del monte Cauriol

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La guerra del Feltre attraverso le immagini ed i ricordi trasmessici dal cappellano del batta

La guerra del Feltre attraverso le immagini ed i ricordi trasmessici dal cappellano del battaglione. Nel novantesimo anniversario dell'epica conquista del monte Cauriol,il gruppo alpini di Caoria ha voluto perpetuare il ricordo dell'impresa simbolo della guerra in montagna sul frante del trentino orientale attraverso la valorizzazione delle memorie di Don Luigi Agostini."Guerra per crode"è stata definita quella lotta logorante nella quale più volte,tra il 1915 ed il 1917,alpini e fanti si lanciarono con impressionante accanimento e muta rassegnazione contro le pareti scoscese dei cinquanta e più chilometri di cresta e forcelle che costituiscono il crinale principale della catena del Lagorai. Alla sommità di quelle pareti,Standschùtzen,Landesschùtzen e Landsturmen altrettanto motivati e rassegnati vigilavano sull'integrità del fronte tirolese e le memorie del sacerdote-alpino sono un tributo  d'onore ad ambedue i continenti.Dalle prime scaramucce in Valsugana alla battaglia di monte Cima,dalle lotte sugli appicchi dal Cauriol,del Gardinal e dalla Busa Alta fino ai sanguinosi scontri sui dolci pendii del Grappa,don Agostini accompagna il lettore in una cavalcata veloce ma coinvolgente attraverso due anni di guerra del Battaglione Feltre,che sono anche due anni di vita,spesso penosa ma sempre valevole di essere vissuta,di un pastore d'anime catapultato nel bel mezzo dell' "inutile strage".Una vita da Alpino,una vita da pastore d'anime.Il cappellano del Feltre seppe fondere queste due vocazioni in un'unica , esemplare , parabola esistenziale che ancora oggi , ad oltre cinquant'anni dalla morte del religioso , gli garantisce il riconoscente ricordo di due comunità . quella di Cogollo del Cengio , centro della sua appassionata missione pastorale postbellica , e quella  di Caoria , dove il religioso ,ancora in tempo di guerra , volle realizzato per i "suoi" alpini un imponente cimitero testimonianza d'amore e di riconoscenza verso colori i quali , più o meno consciamente  , tutto sacrificarono per l'ideale di Patria.Oltre centosettanta tra fotografie e cartine , per la più parte inedite , corredano ed integrano l'opera , permettendo  al lettore di calarsi in prima persona nelle petrose trincee del Lagorai e di vivere , anche iconograficamente , l'intensa ed operosa vita di un uomo che seppe restare "Sacerdote  sempre "ed  "Alpino sempre".

glione. Nel novantesimo anniversario dell'epica conquista del monte Cauriol,il gruppo alpini di Caoria ha voluto perpetuare il ricordo dell'impresa simbolo della guerra in montagna sul frante del trentino orientale attraverso la valorizzazione delle memorie di Don Luigi Agostini."Guerra per crode"è stata definita quella lotta logorante nella quale più volte,tra il 1915 ed il 1917,alpini e fanti si lanciarono con impressionante accanimento e muta rassegnazione contro le pareti scoscese dei cinquanta e più chilometri di cresta e forcelle che costituiscono il crinale principale della catena del Lagorai. Alla sommità di quelle pareti,Standschùtzen,Landesschùtzen e Landsturmen altrettanto motivati e rassegnati vigilavano sull'integrità del fronte tirolese e le memorie del sacerdote-alpino sono un tributo  d'onore ad ambedue i continenti.Dalle prime scaramucce in Valsugana alla battaglia di monte Cima,dalle lotte sugli appicchi dal Cauriol,del Gardinal e dalla Busa Alta fino ai sanguinosi scontri sui dolci pendii del Grappa,don Agostini accompagna il lettore in una cavalcata veloce ma coinvolgente attraverso due anni di guerra del Battaglione Feltre,che sono anche due anni di vita,spesso penosa ma sempre valevole di essere vissuta,di un pastore d'anime catapultato nel bel mezzo dell' "inutile strage".Una vita da Alpino,una vita da pastore d'anime.Il cappellano del Feltre seppe fondere queste due vocazioni in un'unica , esemplare , parabola esistenziale che ancora oggi , ad oltre cinquant'anni dalla morte del religioso , gli garantisce il riconoscente ricordo di due comunità . quella di Cogollo del Cengio , centro della sua appassionata missione pastorale postbellica , e quella  di Caoria , dove il religioso ,ancora in tempo di guerra , volle realizzato per i "suoi" alpini un imponente cimitero testimonianza d'amore e di riconoscenza verso colori i quali , più o meno consciamente  , tutto sacrificarono per l'ideale di Patria.Oltre centosettanta tra fotografie e cartine , per la più parte inedite , corredano ed integrano l'opera , permettendo  al lettore di calarsi in prima persona nelle petrose trincee del Lagorai e di vivere , anche iconograficamente , l'intensa ed operosa vita di un uomo che seppe restare "Sacerdote  sempre "ed  "Alpino sempre".

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