FAREMO FARE UN GRAN PASSAPORTO......

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Dal diario di Loss Francesco "Checchin" internato politico in Italia

Novecento, secolo carico di passioni, ideologie, progresso tecnologico e scientifico, ma anche violenza, stragi e lutti che hanno segnato in profondità il cammino dell'uomo moderno.Una dei fautori di tali cambiamenti è stata senz'altro la prima guerra mondiale, che con il suo carico di violenza, morte e distruzione, portò un cambio di prospettiva della crescita infinita e progressiva dell'umanità.Fu un'esperienza che lacerò e segnò in profondità l'esistenza degli esseri umani che la vissero, e così fu anche per i protagonisti della storia che ci viene raccontata. Un racconto carico di emozioni e sentimenti, spiegati con una semplicità disarmante, proprio perché raccontati dai sopravvissuti e dalle testimonianza autentiche di chi purtroppo a quegli eventi non è sopravissuto; come il Checchin che, con i suoi diari, è riuscito a trasmetterci una forza d'animo ed una intraprendenza sensazionali, dettate dallo spirito di sopravvivenza e dalla volontà di riabbracciare e ritrovare i propri legami affettivi che l'evento guerra ha scardinato e sovvertito ma che, proprio per la loro solidità non è riuscita a rompere,... nemmeno dopo la morte, "...morendo el Checchin el me le ha affidade a mi e guai a chi che ghe tocca an cavì...."."....Sempre coraggio", l'esortazione che fa il Checchin alla moglie è la dimostrazione di forza di una popolazione che, defraudata da tutto e tutti riesce a sopravvivere e rialzarsi da una condizione di totale disperazione. Forte è la voglia di vivere, di ritrovarsi, di ricominciare e tale forza non verrà mai messa in discussione dai vari protagonisti che travolti dagli eventi, lottando contro una guerra non voluta alla fine riescono a riconquistare, se pur lacerata, la propria amata terra e ricominciare...... Molte sono le storie come quella riportata nel libro, ma per fortuna non tutte sono state dimenticate. La loro ci deve far pensare a quanto abbiamo conquistato e alavorare affinché accadimenti come la guerra rimangano solo un evento storico da studiare e sul quale riflettere.Allo stesso tempo testimonianze come quella del Checchin ci devono servire per rafforzare al meglio il rapporto con la nostra terra, che, in quanto terra di confine deve sempre mantenere la propria identità culturale, grande punto di forza e di carattere, anche in eventi così tragici.Infine un sentito ringraziamento, al Gruppo Alpini di Caoria e ad Aldo Loss che con il suo lavoro, con la sua passione, è stato in grado di ricostruire in modo dettagliato uno spaccato di vita vissuta in anni tragici per tutti gli uomini, facendosi così portatore e custode di una parte della Memoria di Caoria.Marco Depaoli Rappresentante per il Primiero Vanoi nel Consiglio Provinciale del Trentino.

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