L'ANGOLO DELLA LAVORAZIONE DEL LINO, DELLA CANAPA E DELLA LANA


Un bellissimo telaio funzionante, con orditi, trame e tela già pronta, fa bella mostra di sè: sembra pronto per essere messo in moto.
Accanto c'è quanto occorreva per preparare il lino e la canapa, dalla raccolta alla tessitura: robuste mazze di legno per rompere la corteccia che avvolge il gambo, le "gramole" per terminare di spapp
olarla ed infine la "spigola", irta di punte acuminate, per togliere tutto e lasciare le fibre pulite, pronte per essere filate. Ci sono le "rode", strumenti per filare, "corli e naspi" per avvolgere e svolgere le matasse di filato. Due grandi tinozze di legno testimoniano l'ulteriore lavoro delle donne, che, dopo aver tessuto la tela, dovevano sbiancarla con il materiale disponibile a quei tempi, cioè la cenere del focolare. Ricche di soda, le ceneri mescolate con acqua bollente e opportunamente filtrate, servivano a fare la "lissia", un liquido che sbiancava e puliva i teli di lino e di canapa.

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