ANGOLO DELLA LAVORAZIONE DEL LATTE

In un angolo del museo c'è tutto quanto serviva alla lavorazione del latte, nelle malghe in estate, nel caseificio in inverno ed in famiglia quando ciò si rendeva necessario. Ci sono tre enormi "calgere", pentoloni in rame della capacità di 4 - 6 quintali, nelle quali si faceva il formaggio. Sono appoggiate alle "musse", sostegni in legno che permettevano di spostarle con facilità sul focolare.
Alle pareti sono appoggiate vari tipi di zangole per fare il burro. Ci sono quelle più grandi che funzionavano sfruttando la forza dell'acqua e che venivano usate nelle malghe e nel caseificio locale, ma ci sono anche quelle più piccole che funzionavano con il supporto del "burcio", rudimentale ma efficace attrezzo in legno che poteva essere azionato dalla forza di un bambino. Infatti, a quei tempi anche i bambinierano tenuti a collaborare nelle grandi e numerose famiglie.
Ci sono poi molti stampi per dare al burro forma e timbro personalizzati.
Sopra tavoli e mensole si vedono contenitori per conservare il latte, di legno, di smalto e di zinco; colini per filtrarlo, nei quali, oltre a pezze di lino, si poteva usare anche un ramo di pino. C'è pure un torchio per fare uscire il siero dalle forme fresche di formaggio.
In quest'angolo è facile immaginare il "casaro" che con pesanti "dalmede" ai piedi (scarpe con suole di legno) e la pipa in bocca, è intento ad attizzare il fuoco, a spostare le "calgere" sulle "musse" in modo che la cagliata conservi la giusta temperatura, a far funzionare le zangole.

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